collina, comune di Montespertoli, località Anselmo. Toscana.
Un Blog assolutamente personale, senza genere e modo.

mercoledì 7 luglio 2010

Riassunto in pillole

Accompagnare Achille a vedere i quadri di terza media mi emozionava abbastanza. Io, al suo posto, non avevo tutta quella tranquilla, incoscente, sicurezza. Al contrario. Ricordo che la vista dei quadri per chi, come me, era sempre in bilico in qualche materia, era un momento da "farfalle nello stomaco". Dopo si stava ore, in capannelli, a commentare, addolcire, protestare. Mi è sembrato incredibile, anche per me che di rete vivo, vedere questi ragazzi andare ai quadri passandoci davanti non più di venti secondi e poi venire via. Alla domanda "ma non ne parlate insieme" la risposta è stata "certo, dopo, su messanger..."

Faccio dei micro sogni strani, brevissimi e spesso tormentati. Il caldo credo aiuti. Il più carino di queste notti merita di essere fissato. Viaggio con la nuova automobile. Tutta la famiglia a bordo. Sapore di lunga gita o di inizio delle vacanze estive. Strada provinciale, collinare, fresca, poteva essere quella delle colline metallifere che da Siena raggiunge il mare alle spalle di Campiglia. Insomma della serie "facciamo qualche chilometro in più ma usciamo dal traffico". Bosco. Dietro a un curvone uno smottamento ha creato una profonda voragine. Me ne accorgo in tempo e mi fermo a una ventina di metri, in piena sicurezza, con le quattro frecce. Una macchina che arriva dopo qualche minuto non vede ed ignora i segnali. Passa e sprofonda. Alessandra e Achille vanno a vedere cosa è accaduto. Elena ed io restiamo tranquilli seduti su una specie di coperta per i pic-nic al bordo del bosco. Mentre Achille segnala che agli occupanti della macchina precipitata non è successo nulla dal bosco esce una spledida lince grigia. Nonostante la mia agitazione tutto va con tranquillità e la lince si accomoda senza timore sui piedi di Elena, novella ammaestratrice di belve, come un enorme gattone.

Un blog è una microedizione. A volte un racconto. Spesso una forma di autopromozione personale. A volte, semplicemente, una moleskine su cui fissare pensieri e ricordi perchè non scappino via. Questo blog è, a mala pena, quest'ultima cosa. Recentementente ho pochi pensieri o, più probabilmente, mi scappano via così velocemente che non trovo nè il tempo nè la voglia di fissarli. Chiedo, a me stesso e a chi legge, venia. Ma non è un lavoro.

venerdì 25 giugno 2010

Ultima ratio: la preghiera

Non voglio certo addentrarmi in commenti di tipo tecnico calcistico per quel che riguarda la disfatta con disonore dell'italica nazionale di calcio. Vista anche io in televisione come tutti o quasi gli italiani. Non sono riuscito a emozionarmi. La cosa che mi ha davvero scandalizzato è stato il post gara con tutte le dichiarazioni di rito e i tanti capi cosparsi di cenere messi in mostra. "O pisce puzza da la capa..." Diceva, più o meno mio papà in uno dei suoi accenni di dialetto napoletano. Avrà pensato e voluto comunicare questo concetto Lippi quando ha detto che i giocatori erano mentalmente terrorizzati, inebetiti, incapaci di reagire. Io preferisco rifarmi alla tradizionale interpretazione del detto. La capa è la sua.

venerdì 18 giugno 2010

Louise al Galà

Ci sono pause in mezzo a giornate di lavoro che meritano di essere vissute. Quando capitano lasciano addosso una sensazione positiva che, per qualche giorno, giustificano un bel sorriso come quello che io mi porto da martedì notte. Diciamo pure che un Galà in mezzo ad un convegno avrebbe potuto anche rappresentare un mattone inenarrabile di impossibile digestione. Si è rivelato, invece, una bella serata, nella splendida sala Sinopoli del Parco della Musica, organizzato dagli amici di Comunicazione Italiana. Merito della bella compagnia e del concerto di un per me sconusciuto Remo Anzovino che al pianoforte ha sciorinato ottima musica accompagnato da una chitarra tambureggiante e da una fisarmonica di vago sentore argentino. Sorpresa e sdilinquimento: l'apparire sullo sfondo, a commento, alcune sequenze a me sconosciute con protagonista Louise Brooks. Ovvero il mio archetipo femminile di sempre. Felicità. Siamo ragazzi ed in fondo basta poco.

giovedì 17 giugno 2010

Ma dai, ancora?

Contrordine. Qui continua a piovere a dirotto. La cosa che mi da più noia è che con la pioggia arriva anche il freddo. Non si può nemmeno contare sul prevalere di un insalubre clima monsonico che, almeno, comporta qualche conseguenza non del tutto disprezzabile, che so, una distribuzione casuale di banani altre piante tropicali. Niente, nemmeno questo c'è dato! A questo punto devo rinunciare al mio proposito di aspettare il sole, il caldo, la felicità prima di ricominciare a frequentare le pagine di questo mio povero e semi abbandonato blog. Adattiamoci, allora, alla pioggia, al freddo, ai musi lunghi, alla politica acida e triste, alla crisi economica che non accenna a lasciarsi superare da qualche ottimistica bolla prospettica di cui, dopo tante maledizioni, sentiamo un gran bisogno. Fossero anche junk dream. Da parte mia dichiaro chiuso il periodo di ciclotimica paranoia. Alleggerito ai oltre trenta chilogrammi di grassi, non ricordo se saturi o insaturi, mi proclamo guarito. Almeno fino a nuova malattia.

domenica 13 giugno 2010

Giugno

















A giugno smette, finalmente, di piovere. Arrivano le ciliege sugli alberi, si ricomincia a fare qualche passeggiata su e giù per colline in compagnia di Elena e della prode bestia. Non che il sole splenda: il tempo è ancora incerto. Fortunatamente la temperatura sale cosa, questa, che aiuta ad essere ottimisti.

venerdì 1 gennaio 2010

Piove


















Piove vicino a casa. Piove a catinelle in quest'inizio del 2010. Nessuna paura: sono solo effetti ritardati dell'anno andato. Odio i ritardatari.

mercoledì 30 dicembre 2009

Riassunto natalizio

In questo giorno che precede quella che dovrebbe essere l'ultima boufe dell'anno, prima di ogni cenone possibile, ricordo a me stesso i propositi espressi all'alba del 27 dicembre. Li ricordo per me e li riassumo per chi vuole riavermi accanto il prossimo anno.
La tradizione della mia famiglia di origine prevede il cenone della vigilia. E' sempre stato un'occasione di grande festa. Non si poteva assolutamente mancare pena la scomunica di mio padre e l'ostracismo completo per almeno tre mesi. Di solito tutti a casa di mamma, anche in 30. Qualche rara volta a casa di uno dei rampolli. Escluso Alberto che ha dimestichezza esclusiva con la rosticceria sotto casa ma che ormai porta in dote Costanza che è specializzata in dolci sublimi. Cenoni pantagruelici. Di positivo c'era il fatto che un solo cuoco/a non poteva materialmente andare oltre una certa soglia di quantità. Anche perchè la qualità delle piatenze era sottoposta a un controllo degno del cominform. Con un pizzico crudeltà e, pur sorridendo, e giustificando pietosamente il cuciniere di turno, in caso di cose freddine, poco riuscite o peggio di preparazione troppo anticipata le punzecchiature e le risatine erano di pragmatica.
Quest'anno, con la scusa che eravamo meno, solo dodici abbiamo deciso di cambiare metodo e affidando a ciascuno dei quattro cucinieri abituali la fattura di due piatti. Forse che qualcuno abbia rispettato il limite? Io stesso, lo confesso, con la scusa che non avevo trovato le sarde per farle al beccafico alla maniera palermitana, mi sono lanciato in due antipasti e due primi: polpo tiepido con patate e vol au vent di calamari e carciofi, tagliolini freschi al nero di seppia e, per gli schizzinosi, paccheri cernia e zucchine. Mejir e Laura hanno sostanzialmente rispettato l'impegno producendo inebrianti vassoi di zaziki, taramosalada, melanzanosalda oltre ad una nuova, piccantissima salsa a base di formaggio, di cui non ho memorizzato il nome. La mamma e Antonella hanno esondato. Aspic, tartine, spiedini, uova di quaglia, sformatini di taleggio e grana, sformati a base di radicchio rosso e pera, timballo di riso ai frutti di mare, aragostine con la maionese fatta rigorosamente in casa. Altro che non ricodo. IL secondo non siamo nemmeno arrivati a vederlo. Unica certezza c'era anche l'insalata: caso mai qualcuno avesse ancora un buchino nello stomaco. Dolci (2) rigorosamente fatti in casa da Costanza: stupendi.
Naturalmente ogni portata misurata per dodici, abbondanti. Non ricordo a che punto è arrivata la resa. Molto prima che si arrivasse ai taglolini al nero di seppia. Stravolto, dopo mezzanotte e l'apertura dei regali, me ne sono tornato a casa riportandomi indietro una parte abbondante della mia produzione e della mia fatica. L'unica parola che si adatta a descrivere la situazione è: spreco.
Non è finita qui perchè il gorno dopo, seguendo la tradizione toscana, pranzo del 25 a casa dei suoceri. Non serve commento. Il giorno dopo a cercare di recuperare, congelare il congelabile, riadattare gli avanzi. Che è un lavoro più pesante del cucinare e non da nemmeno soddisfazione.
Conclusione. Nessuno mi parli di cenone di fine anno e per il prossimo Natale inventiamoci una cosa diversa, che so tagliolini al tartufo, tombola e mercante in fiera. Altrimenti, nonostante il possibile ostracismo, io passo.

martedì 29 dicembre 2009

Senza ulteriori commenti

Ho atteso più che abbastanza osservando quello che accade dentro il PD. Ho atteso da Marino qualcosa di più di qualche dichiarazione. Il duo D'Alema Bersani e Franceschini non hanno certo esitato a organizzarsi gli un contro gli altri armati. Ho atteso ma la vicenda pugliese mi toglie ogni remora. Auguri vivissimi.

martedì 22 dicembre 2009

Lettera aperta a Ignazio Marino

Caro professore dei dodici che avevo convinto a prendere la tessera del PD per sostenere Marino già tre, ovviamente non avevano bisogno di chiedere il consenso a nessuno, hanno imbustato e rimandato la propria tessera alla sezione. Per quel che mi riguarda credo che farò esattamente la stessa cosa. Aspetto solo un attimo per vedere e capire cosa intende fare: darà almeno battaglia? Qualcosa di più che una dichiarazione di non condivisione delle scelte? Capirà che l'idea di sciogliere nel nulla il patrimonio di sostenitori, interni ed esterni al PD, iscritti e elettori delle primarie, è una solenne idiozia? Rimetterà insieme i sottomarini almeno per preservare quel gruppo di persone dalla dispersione e rinnovarne il valore? Romperà lo schema della guerra dei vent'anni fra D'alema e Veltroni? Ovvio che non mi basta affatto l'invito a resistere. Resistere a cosa? Dietro questa richiesta c'è una idea di militanza vecchissima. Questa si da secolo scorso. Una idea di militanza ridicola in un partito in cui palesemente i militanti non esistono o non contano nulla. Un partito fatto di piccoli funzionari, pagati, quando non direttamete, dalle municipalizzate o dalle società legate a coperative o a enti. Non mi riguarda minimamente. Se potessi parlare direttamente a lei o a Civati o alla Concia o a qualcuna delle persone che ho sostenuto per le primarie direi: "guardate che di D'alema, di Bersani e degli altri non mi fidavo prima e non mi fido ora. Guardate che quello che è in gioco ora è la vostra credibilità personale. State attenti ai boomerang."
Luigi

sabato 19 dicembre 2009

Nevicata

Per tornare all'ultima nevicata così abbondante occorre andare con il pensiero indietro di cinque anni. I ragazzi festeggiano da ieri. I grandi stanno al calduccio in casa. La mia macchina è rimasta in mezzo alle vigne. L'altra è senza catene. A parte questo l'unico problema che si prospetta, qui sulla collina di Bonsarto, è quello del freddo. Se veramente domani si va a meno 11 sono a rischio gli olivi e le vigne. La discussione è accesissima fra i pessimisti, lei, e gli ottimisti, il resto della famiglia. Mi rallegra il fatto che questo è uno dei pochi casi in cui, per vedere chi avrà ragione basta, aspettare ventiquattro ore.

mercoledì 16 dicembre 2009

Due parole: No Flame

Da giorni ormai i telegiornali hanno un solo argomento. Tutti. Quelli Mediaset fanno il loro mestiere insieme a quelli Rai. Ma anche la7, Sky, i piccoli telegiornali locali. Non parlano d'altro. Ho avuto il dubbio di dover dire la mia. Poi, sentito Fabrizio Cicchitto, ho deciso di evitare di partecipare a questo piccolo incendio del Reichstag. Anche perchè la parola incendio mi ha riportato alla mente una bella definizione usata nella rete, nei social network in particolare: flame. Sto diventando esperto di flame. Molto meglio evitarli.

domenica 13 dicembre 2009

Città (1)

Problema. Prima puntata della riflessione sul tema. Ho due figli adolescenti. Si dice ancora adolescenti? Non credo si usi più. Termine defunto insieme a matusa. Non ho quindi idea precisa di come si dovrebbero appellare una sedicenne ed un tredicenne. Quello che so per certo è che le loro necessità iniziano a minare alcune delle mie più radicate e basilari certezze. Così mi sprofonda in una crisi assoluta sapere che loro preferirebbero la città. Ora, proprio quando è nata Elena, ho deciso di trasferirmi in cima alla collina dove abito. In mezzo a vigne e ulivi. Vento. Qualche cinghiale che gira la notte. Bonsarto. Un bel posto dove vivere. Bello tanto quando mi sembrava ormai assurda la vita in via Santa Reparata. Centro storico di Firenze. Un passo da San Marco e da San Lorenzo. Almeno mezz'ora per sera per trovare un posto per mollare la macchina. Negozi di alimentari rarissimi. Quei pochi con prezzi esosi. Più probabile trovare un tartufo d'Alba che un etto di mortadella coi pistacchi. In giro per i marciapiedi comitive di giapponesi imbrancati. L'unico giardino nel raggio di un paio di chilometri in una piazza circondata di un flusso ininterrotto di auto. Almeno per 16 ore al giorno. Quindi che Firenze fosse bella solo per chi ci passava poche ore o al massimo per pochi giorni,che non fosse minimanete adatta per farci crescere dei figli, era più di una certezza. Per sedici anni ho ritenuto che la decisione di trasfersi armi e bagagli in campagna fosse quanto di meglio potessi escogitare. Il bello è che lo penso ancora. Personalmente non mi sfiorebbe neppure il dubbio. Poi, torni da un ottimo pranzo, come oggi. Un pranzo a base di bruschetta con l'olio nuovo, canederli in brodo, lesso misto. Un meraviglioso dolce artigianale tutto cioccolata fondente. Un pranzo a casa di un amico che si è trasferito da meno di un anno dalla città in una bellissima casa di campagna. Su un poggio da cui si vede in lontananza il Duomo di Firenze. Lontano abbastanza da goderselo. Torni e tra gli altri soddisfatti commenti dici " bella casa e bel posto" e ti senti rispondere da tua figlia "basta con la campagna. Io vorrei stare in città e anche voi non siete abbastanza vecchi per chiudervi in campagna!" Evidentemente non basta più il motorino.

sabato 5 dicembre 2009

Tanti e belli

Giovani. Moltissimi. Bandiere e slogan di partito pochissimi. Facce sorridenti. Una miriade di persone tranquille. Qualche, per me e solo per me, evidentemente poco elastico di testa, accostamento blasfemo: Napolitano e Fini insieme paladini e difensori della costituzione. L'assenza del PD non la nota proprio nessuno. Solo quelli, del PD, tantissimi, presenti in piazza, che si guardano intorno per vedere qualche faccia nota. Avvistato facilmente dietro a uno striscione coi tipici colori della campagna delle primarie che recitava "Tutti uguali di fronte alla legge" Marino, Scalfarotto e Paola Concia insieme moltissmi sottomarini. C'era sicuramente ma non è stato da noi avvistato Giuseppe Civati. I toscani con Daniela Lastri e, a rappresentare tutti noi non professionisti, la splendida Milene Mucci. Avvistata in prima fila la Melandri e Tuadì. Un passo più in la', con l'aria di chi dice io sono in visita di cortesia, Franceschini. Ci sarà, poi, la Bindi? Un pensiero che dura non più di cinque minuti, Inutile anche porsi il problema. Chi sa se anche D'alema pensa che il serpentone sia di sole 90.000 persone ininfluenti. Chi sa, invece, se può essere una occasione per capire che è tempo di andare in pensione, tempo per lasciare spazio a questa generazione che non ha deciso di rifugiarsi all'estero. Una boccata di aria pulita. Nuova. La foto grazie al mio ottimo fratello e a Costanza. Grazie, provo a sorridere.

giovedì 26 novembre 2009

Wi-Fi Libero!! ( Barabba?)

Per combattere il terrorismo internazionale il buon ministro Pisanu decisie di porre una serie di restrizioni all'uso dei collegamenti internet. Al centro della storia la necessità di sapere l'identità di chi si connetteva. Cosa che con un hot spot wi-fi pare sia difficile da ottenere. Ora, tutti sanno che ci sono mille trucchi per connettersi e restare anonimi. Lo sa pure mio figlio di 14 anni. Resta la norma. Che molti difetti fra cui l'effetto di non permettere lo sviluppo degli hot spot in Italia. Guido Scorza, Sergio Maistrello, Raffaele Bianco e Alessandro Giglioli hanno promosso "La carta dei 100"
Vale la pena di firmare. Vediamo poi quel che mai può succedere con questo governo così aperto e liberale. (sob!)

lunedì 23 novembre 2009

Nota di servizio

Mi accorgo, con quel pizzico di lucidità che mi sta riprendendo in questi giorni, che è in corso una discussione colta e appassionata a proposito di blog e altri strumenti di social media tipo FF o Twitter o Facebook. . Leggo e non cito le fonti proprio per coerrenza con quel che sto per affermare. O meglio riaffermare. Questo mini blog è quanto di più personale e estemporaneo possa essere concepito. Non coinvolge minimante le mie attività professionali di cui, come del resto è evidente, qui, non parlo proprio. No, non faccio il giochino del doppio, o del nick. Questo perchè rivendico il diritto all'unicità della mia persona, al cazzeggio, alle mie personali opinioni. Che poi significa, contemporaneamente, rivendicare il diritto a voler essere giudicato per la parte professionale indipendentemente da come cucino o da come la penso politicamente. Per non fare il finto ingenuo, so bene che il blog può, legittimamente, essere usato diversamente. Come vero e proprio media o almeno come luogo di espressione e valorizzazione professionale. Molti scrivano sul proprio blog di cose attinenti a quello che fanno, o a quello che vorrebbero fare, o, spesso, a quello che non fanno e che vorrebbero fare. Molti leggono con attenzione le classifiche. Alcuni li leggo con piacere. A volte imparo cose utili. Non mi scandalizzo se fanno, anche, in piccolo, quello che fanno tutti le testate specializzate in grande. Se ci rimediano un telefonino, una consulenza o un pizzico di notorietà da spendersi prima o poi. Sarà che io non ho mai corso da consulente. Non mi piace lavorare da solo. Preferisco gli sport di gruppo e condividere oneri e onori. Ma questo, appunto, riguarda me e il mio blog. Ciò detto mi accorgo che esiste anche sul mio Bonsarto Blog un'area grigia, di confusione. Riguarda la lista a sinistra. Quella che cita i blog che seguo costantemente. A malincuore taglierò tutti quelli che non sono blog di "persona personalmente". Farò più fatica a seguirli e mi dispiace. Ma evitiamo anche questo piccolo rischio di equivoco. Ovviamente la categoria "lavoro", mai veramente usata, qui termina. Tanto dovevo.

martedì 17 novembre 2009

Stando dall'altra parte

Scopro, grazie Marco, Notti di Guardia. Lo vedo e lo leggo con l'occhio di chi, da sedici mesi sta dalla parte complementare di chi scrive in quel blog. Ho così avuto il tempo per scoprire due cose semplici. La prima è che ci sono luoghi, in Italia, in cui la sanità pubblica funziona. Bene. La Toscana è, per esperienza diretta e personale, uno di questi. Non certo l'unico. Ma sicuramente da qui non partono voli della speranza. Qualche volta atterrano. Dovrebbe essere normale. Proprio per questo motivo la seconda cosa è quella decisamente più importante. La qualità personale della stragrande maggioranza dei chi opera da medico o da infermiere è veramente notevole. La profesionalità, certo. Anche se dal mio punto di osservazione si misura male, a risultati. Che spesso non dipendono se non in parte dalle persone e ancora più spesso sono leggibilili solo attraverso la paranoia agra del paziente di buona cultura. Invece ho potuto toccare direttamente la disponibilità alla relazione corretta, non necessariamente dovuta, la rinuncia all'arroganza che pure sarebbe, nella circostanza semplice e obbligatoriamente sopportata. Non senza le ovvie eccezioni. Forse con meno pathos di quello che leggo in Notti di Guardia. Proprio per questo ancora più apprezzato e apprezzabile.

Caro Civati 3

Non si può non dire che l'iniziativa "Mille Piazze" sia almeno mazziniana. per venire più prossimi a noi quasi marinettiana. Peccato non si possa dire mariniana. Ho letto con orrore e segnalo, a proposito, il sondaggio , a dir poco minimalista, apparso su "ioscelgomarino".
Certo, di tutti quelli che hanno animato la Mozione Marino, quello che più si sta esponendo senza tanti sottili distinguo è proprio Civati. Anche a rischio di farsi attribuire dichiarazioni non proprio corrette. A tal proposito allego questa bellissima immagine, non mia, ancora grazie Ester, di rara efficacia. Civati interviene e spinge. Non senza rischi personali, conoscendo gli ambientini PD, i sorrisini di circostanza, il "la politica è un'altra cosa". Per conferma leggere i commenti malevoli, quasi sempre anonimi, apparsi sul suo blog in queste ore.
Da parte mia, pubblicamente, per quel che può servire, leggendo questo e altro che scrivi, vedendo quanto ti stai spendendo "di persona personalmente" per Mille Piazze non posso che riconoscerti coerenza ed onestà intellettuale. Un piacere ed un sollievo, anche personale. Credimi. Detto proprio da chi ti chiedeva di non nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso. Grazie.

giovedì 12 novembre 2009

Caro Civati 2

Oggi Civati posta il suo pensiero, meditato certamente, sul futuro della mozione Marino. Lo fa sul suo Blog. Linko e invito a legere.
Per quanto occorrer possa mi permetto di usare il mio piccolo blog per dare la mia opinione.

Caro Civati, io la leggo così: passato il 25 ottobre non solo non ci sarà una corrente, e chi la voleva, dico io, ma neppure un gruppo consolidato su cui contare. Piombini. Lingotto. Sottomarini, chiamiamoli come si vuole. Qualche attiva e coordinata entità che si faccia garante di tener viva la discussione sui temi della mozione e portarli nella vita del PD.
Ripescando nella memoria e rileggendo meglio anche un tuo post bellissimo, scritto subito dopo le primarie, quello sui tuoi presunti errori, in cui ripercorrevi la mancata adesione di Chiamparino e la voglia di far da solo di Marino mi appare con estrema chiarezza come, semplicemente, la "mozione Marino" non esista più. Si è esaurita. Si potrebbe dire ha fatto il suo compito. Se non fosse che decine di migliaia di persone si sono iscritte al PD esclusivamente per sostenere quelle idee, che altrettante hanno partecipato alle primarie solo per sostenere quell'idea di rinnovamento. Questo dovrebbe comportare un dovere. Che fine fanno i Loriero e i Bassolino? Come si porterà avanti il concetto di ugualianza di diritti e dii "Merito". Ma veraente devo sentir difendere la necessità di non appiattirsi al'indietro nell'ipotesi "socialista" da Rutelli? Ma davvero il PD deve ripartire dagli occupati con busta paga e contratto a tempo indeterminato, dai pensionati e dagli impiegati dello stato?
Fra fare la corrente e "rompete le righe" caro Civati ci sono mille altre opzioni. Chi ha lanciato il sasso non nasconda la mano.
Luigi

La mia conclusione: resto, fortunatamente un libero puffo, non vivo di politica, non concorro a cariche. Mi limito a votare. Liberamente secondo coscienza. Spero che le decine e decine di persone con cui sono entrato in contatto in questi mesi e che condividevano i principi della mozione Marino mantengano la voglia di restare collegati e di discutere insieme.

domenica 8 novembre 2009

Caro Civati

Come non condividere il tuo intervento. Nella sostanza. La forma, scusami, aveva le unghie limate. Conoscendoti per averti letto e sentito certemente una scelta. Unendo al tuo il discorso di Marino quello che colgo è la decisione di tornare il pù rapidamente possibile sotto traccia. Fortunatamente non ho ne obblighi ne impegni personali che mi leghino alle logiche del far politica nel Partito. Anzi sono pure convinto da tempo che partito andrebbe semplicemente scritto con la "p" minuscola come penna, computer, forchetta: uno strumento non un fine. Quanto al compagno Excell dubito verrà mai coinvolto: troppa trasparenza, troppi spifferi. Una sola domanda: restano i sottomarini? Avrano un momento di confronto paragonabile allo sforzo fatto?
Luigi

sabato 7 novembre 2009

PD Residuale

Ieri notte sulla 7 ho sentito un giornalista de L'Espresso definire residuale il PD. Per molti motivi sociologici: elettori anziani, operai sindacalizzati, in diminuzione costante da decenni, sacche di resistenza dove un tempo il PCI mostrava cos'era il buon governo ed ora fa ammuina come tutti.
Motivi più strettamente politici. Qualcuno ha chiesto: " Ma insomma! Diamo a Bersani il tempo di lavorare." L'unanime risposta, neppur malevole, è stata che se di alleanze e di scambi per le regionali si parla, mettendo inevitabilmente il bel Casini nella parte di ago della bilancia, quello che ha meno da offrire, in assoluto è questo PD. E' talmente lampante e quando vai al mercato pacche sulle spalle a tutti ma se non hai qualcosa di buono da vendere al massimo vai di saldi. Non lo fano per cattiveria. Non sanno proprio impostare una politica diversa da quella che hanno conosciuto da sempre fatta di trame, promesse e bilancini. Daltra parte una battaglia vera sulle idee, che possa anche passare da un arretramento, che comunque ci sarà, non è per lor signori concepibile. Ogni scapolo di potere perso rappresenta la necrosi di un organismo malato.

venerdì 30 ottobre 2009

Questioni marginali

Quanto è diffusa la corruzione fra le fila della sinistra? Non parlo del sud invaso dalla camorra e dalla mafia. Parlo della civile Toscana. Quanto è diffusa l'omologazione dei comportamenti fra gli eletti e sottopancia a qualsiasi schieramento appartengano? Leggo che Bersani espelle il sindaco di Montaldo di Castro Aveva speso i soldi del comune per far difendere gli stupratori di una ragazzina. Certo non prima di averne accettato l'endorsment ed averlo messo in lista per le primarie.
Sono questioni marginali?
Come quella dei diritti individuali? Dell'uguaglianza? Del merito? Della mobilità sociale? Sento, al massimo, qualche ritorno vetero classista alla difesa degli occupati e dei pensionati anche se la massima attenzione del PD di oggi si concentra su schieramenti e alleanze.
Per chi volesse documentarsi brevemente un riassunto video offerto da Corriere.it
P.s. : ma sono mai arrivati a compimento le operazioni di scrutino delle primarie? Non controllo da un paio di giorni. Mi sono stufato.

mercoledì 28 ottobre 2009

Elena e le cipolle

Per mille ragioni in questi giorni non cucino io. Niente di male. Volendo però mangiare quel che mi piace, fatto come mi piace, ho pensato di approfittarne per insegnare a Elena come cucinare. Sono partito dalle cose di base. Sughi e simili cose generali. Abbiamo parlato della differenza fra sughi rossi e sughi bianchi, dell'abissale distanza, al di là di ogni preferenza di gusto, fra il ragout alla bolognese e quello napoletano. Poi siamo passati alla pratica che come sempre accade si rivela appena più complicata della teoria. Un buon battuto prima di tutto. Certo le cipolle fanno lacrimare ma bardarsi così mi pare eccessivo. Credo dovrò trovarmi un diverso allievo.

lunedì 26 ottobre 2009

Ha vinto Gargamella

A caldo. Non è la prima e non sarà l'ultima. Certo deluso. Dei risultati, almeno fino a stamani mattina alle otto, sento solo che Bersani ha vinto con il 53%. Tutto il resto è vago. Decido di restare anche io sul vago ben sapendo che si possono vincere le primarie con i voti dei Bassolino e Loriero ma è ben difficile convincere il paese, a partire da quei quattro milioni di voti lasciati per strada, senza cui è impossibile vincere. Resto a guardare. Da Ignazio, da Civati, dagli altri mi aspetto qualcosa di più che una tiepida soddisfazione per aver ottenuto una percentuale dal 10 al 20. Sono fra quelli che si sono iscritti al PD per sostenere Marino. Non ho il dovere dell'ottimismo. Resto un libero e vigile puffo.

sabato 24 ottobre 2009

Saviano e il PD

Perchè domani voterò Marino l'ho già detto. Non vi angustio ulteriormente. Ma sia chiario lo faccio da "cittadino" non da "militante". Col mio voto, con le telefonate che sto facendo per convincere amici e conoscenti, con le mail che mando partecipo ad una battaglia politica. Votare alle primarie del PD per me, come per tanti, non è dare una delega al vincitore. Per questo, prima di tutto, il "lodo" Scalfari, mi ripugna e bene ha fatto Ignazio, anche in questo caso, a respingere l'offerta. Il perchè è semplice da dire. Sta, per esempio, nell'articolo di Roberto Saviano sulla camorra e i partiti, che ho recuperato leggendo il solito prezioso post di Civati. Tra le altre cose dice Saviano:

"Per la camorra - abbiamo detto - destra e sinistra non esistono. Il Pd dovrebbe chiedersi, ad esempio, come è possibile che in un solo pomeriggio a Napoli aderiscano in seimila. Chi sono tutti quei nuovi iscritti, chi li ha raccolti, chi li ha mandati a fare incetta di tessere? Da chi è formata la base di un partito che a Napoli e provincia conta circa 60.000 tesserati, 10.000 in provincia di Caserta, 12.000 in quella di Salerno, 6.000 ciascuno nelle restanti province di Avellino e Benevento? Chiedersi se è normale che il solo casertano abbia più iscritti dell'intera Lombardia, se non sia curioso che in alcuni comuni alle recenti elezioni provinciali, i voti effettivamente espressi in favore del partito erano inferiori al numero delle tessere. Perché la dirigenza del Pd non è intervenuta subito su questo scandalo?"

Domani andrò a votare per Ignazio Marino senza domandarmi quanti voti possa raccogliere. Sicuro che si tratta dell'unica cosa giusta da fare. Di questi tempi non è poco.

mercoledì 21 ottobre 2009

Ignazio Marino il 25 ottobre


Libero di testa e di pensiero, felice per come Ignazio ha saputo, unico e primo, imporre argomenti e tematiche che non fossero banalmente di organizzazione. Contento di ritrovare nelle liste amici persi di vista da tantissimi anni. Alice e Elisabetta, che bella sorpresa. Dispiaciuto solo per non aver potuto, fra malattia e convalescenza, fare abbastanza. Mi appresto, cappotto pesante e mascherina. ad andare a votare per Ignazio. Con me almeno una trentina fra amici e conoscenti. Non è credo male per nulla. La mia posizione è chiara: come quella di tanti che si sono iscritti al PD esclusivamente per sostenere Ignazio. Sarà il punto di partenza. Certo nel partito che permette che l'intera sezione di Castellamare di Stabia sia gestita dalla camorra, ed è solo un esempio, non intendo stare. Ma questo fa parte di un'altra puntata della storia. Arriviamo a domenica e portiamoci a casa una percentuale a due cifre su cui costruire.

martedì 13 ottobre 2009

Sogni

Ho la fortuna di sognare. Anche la notte quando dormo. Sogno a colori. Dei veri e propri piccoli films. Sogni ricorrenti, come tutti noi. Qualche incubo. Qualche rivisitazione virata in black o in vanilla di fatti accaduti. Stanotte è apparso un sogno completamente nuovo e curioso.
Ero in una grande stazione, somigliava moltissimo a quella di Milano. Monumentale e marmorea. Aspettavo il solito Eurostar. Destinazione Roma. Arrivato per tempo, da capricorno incallito, in prossimità dell'orario di partenza, osservavo inquieto quell'indicazione "binario 1" che accanto riportava le classiche lucine che lampeggiano quando il treno sta per partire. Eppure nonostante fossi di fronte ai cartelloni che stavano sul binario 5 non si vedeva nessun Eurostar nelle vicinanze. Preoccupato mi muovo e scopro che il binario 1 è posizionato di alcuni metri sotto il livello delle altre piattaforme, che il treno è li che sta partendo. Inaspettatamente, invece di avere le ruote ed essere sui classici binari, galleggia all'interno di una corsia di acqua, chiara, una corsia allargata che si perdeva fuori dalle volte della stazione, lontana. Fin dove serviva, evidentemente. Monto di corsa, con il ferroviere che mi aiuta e mi sollecita, vestito classicamente, solo un cappello a tesa rigida vagamente marinaresco a far da differenza. Le porte si chiudono e il treno parte con il leggero, tipico, sbandamento di quando una barca si allontana dal molo acquistando velocità in un silenzio ovattato e piacevole.
Sogno spesso ma non mi sono mai curato "dell'interpretazione". Questa volta forse chiederò. Resta la sensazione piacevole e rilassata di questa mattina.

lunedì 12 ottobre 2009

Spalletti














Incontro spesso Luciano Spalletti, ex allenatore della Roma, alla pasticcieria "Fiorentina" di Montespertoli. Un vero, piacevolissimo, luogo di perdizione capace di produrre i migliori budini di semolino e pere dell'orbe terracqueo. L'ultima volta che è successo ho realizzato come l'attletico Luciano sia l'unico pelato che è capace di apparire pemanentemente impomatato.

domenica 11 ottobre 2009

Almeno 30 alle primarie

Non credo nessuno possa negare che Ignazio Marino rappresenti l'unica novità significativa della sinistra. Francamente, l'ho dichiarato subito e lo manifesto con trasparenza, la sua idea mi ha convinto subito. Ben prima che diventasse mozione. Fin dal discorso di Torino. Altrettanto francamente non mi sono mai domandato se Ignazio avesse, o meno, la possibilità di diventare segretario del PD. Per quel che mi riguarda i termini della domanda si pongono in modo diametralmente contrario: "Si merita il PD una ulteriore chance per essere innovativo e convincente?"
Sapete, non avendo da guadagnarmi il pane, non dico con la politica, ma nemmeno con i suoi annessi e connessi di consorzi e commesse pubbliche mi sento pienamente libero di scegliere. Come la grandissima maggioranza dei cittadini italiani. Avendo raggiunto da tempo la certezza che le idee sono importanti e si muovono su delle gambe certo ma che è perigliosissima l'adesione incondizionata visto che si rischia di trovarsi collusi ideoligicamente con un bassolino qualsiasi, io, la tessera del PD l'ho presa per poter sostenere la candidatura di Marino e tanto mi basta. Certo gli esempi di questi giorni, le tessere che superano i voti del partito, i cento congressi di sezione negati o clandestini non mi aiutano a confidare in un futuro Partito Democratico "chiunque vinca". Non ci piangerò. Ma per intanto vediamo bene che la Mozione Marino ha raggiunto, nonostante tutto, un onorevole otto per cento e si è conquistata il diritto di partecipare alle primarie del 25 Ottobre. Ignazio è andato benissimo in luoghi in cui il PD ha difficoltà a Milano, a Torino nel Veneto anche a Roma e bene nella Toscana in cui Siliani, la combattiva Daniela Lastri ed il gruppo dei volontari radunato intorno agli efficenti e puntuti pisani hanno dato il massimo. Ora c'è da completare il lavoro. C'è da fare l'unica cosa importante. Le Primarie. Portare almeno 30 elettori, non necessariamente iscritti al PD, a votare per Ignazio e la sua mozione "Per una società basata sul merito". Su Facebook è nato un gruppo che aiuta chiunque a organizzarsi con materiae auto prodotto e idee. Io, che finalmente sto per uscire da questa mia condizione di detenzione sanitaria, farò tutto quello che posso.

mercoledì 7 ottobre 2009

In mezzo
















Dice Bill Murray a Andy Garcia sul finale di Lost City:
" Non sai dove sei? Allora sei in mezzo."
Sceneggiatura e dialoghi di Guillermo Cabrera Infante.

domenica 4 ottobre 2009

Joe Strummer - Redemption Song


Tornando indetro nel piccolo passato di questo blog alla ricerca di questa canzone e di questo video mi sono accorto che era sparito. O meglio irraggiungibile per la rivendicazione di qualche copyright di una qualche casa editrice. La stupidità a volte non ha limiti. Forse dovrebbero inventarsi qualche diverso modo che non sia fermare il mare con le dita. Ed ecco ritrovata la mia Redemption cantata da Joe Strummer. Il più grande.