collina, comune di Montespertoli, località Anselmo. Toscana.
Un Blog assolutamente personale, senza genere e modo.

martedì 4 agosto 2009

Un anno dopo, Cavo, Isola d'Elba

Un anno dopo. Magari qualche paio di giorni in avanzo. Giusto quelli che son serviti a fermarsi per ripensare. O almeno provarci. Quindi, un anno fa, direi che si potrebbe ben partire dal 31 di luglio, da Genova, da un notaio e dalle chiacchiere parallele di commento di vecchi e nuovi soci intorno alla mia decisione di smettere di fumare. Non ci incastrava nulla ma da quel momento, per metà del successivo mese di agosto, tutti convinti, ed io per primo, che quella decisione fosse alla base di una presunta asma bronchiale culminata in un "broncospasmo" che mi aveva fatto conoscere le ambulanze e gli ospedali dell'Isola d'Elba. L'asma bronchiale non esisteva. Un diverso affanno, appena più impegnativo, mi ha accompagnato per questi mesi. Combattuto con la giusta energia scovata forse proprio qui, alle Paffe del Cavo, Isola d'Elba, in mezzo ad un bosco a cinquanta passi dal mare.
Giusto un anno fa, appunto, la mancanza di consapevolezza si accompagnava all'assenza di quella stessa energia. Non ne avevo neppure per il mare ed i bagni, nemmen di sole. Assiso, quasi immobile, avevo cominciato questo blog. Altrimenti molte volte abortito per troppi e più pressanti impegni. Un anno è passato, e non sembra ieri, in questo stesso luogo di villeggiatura meditavo su me stesso e sul tempo.
Un anno può essere un tempo lunghissimo. Tanto lungo da far cambiare profondamente il punto di vista sulle cose. Oggi, come un anno fa, mi accomodo a scrivere sulla stessa sedia e con lo stesso spicchio di mare di fronte agli occhi.
Posso dire di aver scoperto tre cose.
La prima è che la consapevolezza di aver ben vissuto e di aver fatto, in passato, quello che mi è piaciuto fare, l'assenza di rimpianti, insomma, è certamente all'origine di ogni energia positiva usata in questi mesi.
La seconda scoperta è stata straordinaria e inaspettata. Molti che erano pronti a sostenermi nella malattia, ad offrirmi una "spalla" e conforto, si sono dimostrati meno disponibili a sostenermi nella guarigione. Avrebbero certamente preferito un mio comportamento più dimesso. Un più canonico ritirarmi a vita "malata". Non aver aderito allo stile che forse avrebbero adottato per loro stessi li ha offesi. Probabilmente. Ci ho messo un po' di tempo a capirlo ma ora mi offre una chiave di lettura adeguata a fatti che, altrimenti, sarebbero restati assolutamente misteriosi.
La terza è quella che mi sembra più significativa. Almeno per me. Sono qui, al mare, in un posto ancora più bello e dolce di quello che ricordavo. E tanto mi basta.

lunedì 27 luglio 2009

Cenare a Savona

Non avrei mai trovato questa trattoria da fiorentino in giro per Savona. Anzi. L'impressione, guardando dove sedersi per cena, era di girare a caccia del graal o dell'impossibile. Fra pretenziosi menù da 100 euri a persona e scaciatissime pizze al taglio di fattura industriale. Poi mi è venuto in soccorso 2Spaghi. Non lo uso spesso e faccio male. Tutte le volte che l'ho usato mi ha dato indicazioni più che degne. Così è stato anche questa volta suggerendomi questo "Vino e Farinata" in via Pia 15 dove, altrimenti non sarei mai entrato nemmeno per sbaglio. Entusiasta. Certo se volete un posto in "guanti bianchi" non è questo quello giusto. Se invece volete sostanza e buon cibo è il luogo ideale. Locale piacevole. Accoglienza e servizio cordiali. La padrona, una signora sui quaranta, raccontava dell'ultima vacanza fatta fra VietNam e Cambogia ed intanto dava suggerimenti sul menù. Ristretto a pochi piatti di fattura quasi domestica. Noi abbiamo preso farinata di ceci, buona. Di grano ottima. Sarde ripiene e fritto di paranza leggeri e saporitissimi. Cozze. Con vino e acqua in quattro dai buoni palati 55euro tutto compreso. Consigliatissimo. Anzi da non perdere.

sabato 25 luglio 2009

Daniela

Non sempre ci si conferma nell'idea di aver appoggiato la persona giusta. Spesso, anzi, in "politica" ci si rende conto che il macchiavellismo e l'italica concezione de "l'arte del possibile" ci preparano gigantesce disillusioni. Così non è, una volta di più, per Daniela. Solo questo mi piace dire in questo momemento.
Queste le parole di Daniela, postate stamani all'alba, su Facebook.

Alla fine, ho deciso di appoggiare la candidatura di Ignazio Marino a segretario del PD. Ho scelto, come sempre, sulla base di un ragionamento e di un moto dell’animo.

Il congresso del PD non è un concorso di idee, è un fatto di grande rilievo politico, che comunica al Paese intenzioni di fondo. E ognuno di noi deve chiedersi qual è la cosa più importante che il PD deve dire.

I candidati, che – come tutti giustamente dicono – sono persone di qualità indiscussa, si presentano con progetti in gran parte simili, ma hanno differenze che noi siamo chiamati ad apprezzare. Ci esprimiamo, in fondo, su questo. Ed io, che ho a cuore il rilancio del PD, voglio che non si perda in mille rivoli, e che comunichi una forte attenzione ai diritti sociali, alle libertà, all’eguaglianza. Votando al congresso per un candidato voglio dire questa cosa semplice, diretta, senza complesse mediazioni. Voglio che nel PD ci sia questa anima, e prima di tutto. Grazie a Ignazio Marino questo è possibile, e senza che ciò comporti negazione della qualità degli altri candidati. È una netta preferenza per il profilo ideale del PD.

Dicevo che ho scelto anche per un moto dell’animo. Ignazio Marino è proprio una bella persona. Dietro la sua candidatura molte persone comuni, personalità e amministratori che si danno da fare. Molta tensione etica. Parole semplici, senso dell’unità, concetti a me molto familiari: le persone, i diritti uguali, la laicità, il viaggio. Senso dell’apertura, programma in costruzione, voglia di ascoltare. Prima manifestazione di presentazione: stile sobrio, senso della serietà del passo fatto. Leader non infallibile, non onnipotente, ma con principi forti e saldi, un senso civico elevatissimo, una vita che è – da sola - un manifesto programmatico di coerenza.

In fondo, diciamo la verità: non sono io che ho scelto Marino, è Ignazio Marino che ha scelto me e tanti come me, inevitabilmente, inesorabilmente. E visto che ci ha scelto, non possiamo che ricambiarlo. Sostenendolo con tutte le nostre forze. E ringraziandolo per questo suo darsi ad un progetto aperto, positivo, originale. Lo sosterremo con spirito di unità, come è nata la sua candidatura, contro nessuno e per il PD.

Daniela Lastri

giovedì 23 luglio 2009

Quelli che muovono


( ...) L’Italia ha bisogno di tornare a prendersi cura della propria democrazia. Ha bisogno di includere un maggior numero di cittadini nelle decisioni collettive e nella vita pubblica, ha bisogno di rafforzare la propria comunità nazionale per avere un ruolo chiaro nel mondo globalizzato.
A volte, non dobbiamo nascondercelo, anche il PD è apparso assai poco democratico… Il progetto iniziale si è appannato, è diventato confuso agli occhi di chi ci guarda. È ora di rilanciare quel progetto, arricchirlo e correggere gli errori commessi. Ricordiamo Antonio Gramsci quando nei Quaderni del carcere scriveva:
“nel succedersi delle generazioni può avvenire che si abbia una generazione anziana dalle idee antiquate e una generazione giovane dalle idee infantili, che cioè manchi l’anello storico intermedio, la generazione che abbia potuto educare i giovani”
E allora, la fase congressuale che stiamo avviando in queste settimane rappresenta una grande opportunità per mettere alla prova il valore della democrazia in cui crediamo. (...)
( vogliamo ... ) Un partito che sappia denunciare le cose che non vanno, che si impegni con coraggio per cambiare questo Paese. Un proverbio arabo dice che “il genere umano si divide in tre classi: gli inamovibili, quelli che sono mossi, e quelli che muovono”. Bene, noi siamo quelli che muovono.

lunedì 20 luglio 2009

Rondini

Da anni arriva una coppia di rondini che passa l'estate in un nido abbarbicato sotto il piccolo patio che guarda alla valle. Normalmente si dice:"Oh! Che bello!" Si dice quando si guarda la cosa da lontano con romantico e cittadino distacco. Si sospira diversamente quando si sa di dover assistere alla strage dei piccoli rondinini che precipitano dal nido, ogni anno almeno un paio, e alla certa distesa di guano che inevitabilmente si crea sotto il nido. Dove normalmente ci sarebbe una poltroncina comodissima. Comunque sia accade così da almeno dieci anni. Fa parte delle belle abitudini attese. Sempre e solo una coppia di rondini. Solo un anno ne sono arrivate due. Il secondo nido, costruito a nemmeno due metri di distanza dal primo, è poi rimasto sempre disabitato. Ovvia la mia meraviglia quando, ieri sera, mi sono accorto che quest'anno, era abitato anche il secondo. Meraviglia che si è trasformata in stupore costatando che le rondini erano sempre le solite due e non si era aggiunta un'altra coppia. Semplicemente uno dei due, il maschio direi, si era trasferito armi e bagagli nel secondo nido. Ho pensato che fosse decisamente più comodo. Probabilmente nel secondo nido c'era Sky e un divano da cui guardare la tv sul canale sport tutta la notte. E' la forza dei luoghi. Credo.

giovedì 16 luglio 2009

Marino a YouDem TV e non solo.

Clandestino! Ma a volte riesce a farsi sentire. Linko l'ntervista su YuoDem. Per chi pensa che Ignazio parli solo di diritti, e non sarebbe comunque poco. Raccolgo anche la segnalazione di "Italiano Democratico" che ha postato su YouTube un bellissimo contributo video. Ricordo che per fare in modo che Marino possa partecipare alle primarie, dove vincerà, occorre che abbia un numero di iscritti al PD che ne sostengono la candidatura al congresso. Dove vincerà Bersani. Ma, come diceva mia nonna quando giocavamo a scopone ed era indietro nel punteggio, " I conti si fanno sotto al lampione." Ovvero dopo. Alla fine della partita. Qui la partita è lunga. Quanto lo è stata la corsa di Obama.

mercoledì 15 luglio 2009

Ieri l'altro, eppure sembra ieri

Facciamo, che d'ora in poi, le foto che posto in fondo alla pagina almeno le presento, le commento e le contestualizzo un minimo. Così: solo per non alimentare ulteriormente le mie solipsistiche manie. In questa, sarà stato il settembre del 1988, di spalle, sul crinale ventoso della Doganaccia, montagna pistoiese, con Ato De Martino. Che è quello bello, magro e vestito da kmer rosso, ovvero tutto di nero. Eravamo da quelle parti, ufficialmente, per una riunione impostazione dell'anno lavorativo. Ans, Apis Niger Software, si chiamava allora. La verità era che non avevo voglia di ricominciare a lavorare e mi ero inventato una vacanza collettiva di tre giorni. Ricordo che i funghi erano ottimi.

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero














Questo piccolo blog partecipa allo sciopero contro il "Decreto Alfano" che vuole mettere un bavaglio ai Blog. Per dirla con "il cuoco", le cui parole mi paiono perfette e che sottoscrivo pienamente.

lunedì 13 luglio 2009

Outing 2

Rileggevo un mio post. Outing in cui dicevo che avrei disperso il mio voto. Non è vecchissimo. Anzi. Appena prima delle ultime elezioni e del referendum. Sembra passata una vita. Invece, semplicemente, con la candidatura di Marino è cambiata l'aria. Meno stagnante, a volte sembra anche troppo frizzante, viste le polemiche seguite in questi giorni sulla questione dichiarazioni sul coordinatore serial stupratore di Roma. Ma che piacere questo rinnovato respirare passioni e condivisioni. Una sensazione che copre anche il fastidio di leggere le polemiche speciose di chi si sente già in battaglia, schierato a testuggine, pronto a considerare il candidato avversario non una ricchezza ma un nemico ed un pericolo. Mi sento ben vaccinato da questo modo di intendere la discussione ed il confronto. Mi va di respirare a pieni polmoni. Come dopo un temporale estivo.

domenica 12 luglio 2009

E vai!

Se vince Marino la Binetti e i Teodem se ne vanno dal PD. I Teodem, una contraddizione assoluta. Conservatori Democratici. Cilicio e Penitenza. Ma dove mai si è visto. Solo nell'attuale PD ci poteva stare. Se ne vanno? Lo dice la Binetti stessa in una intervista a Klaus David rilanciata da ADN Kronos. Una prima vera buona notizia. Una conferma. Una speranza. Vai Ignazio che c'è già aria nuova qui intorno a noi.

Gli struzzi e Marino

Copio pedissequamente una replica di Nikka sulla questione del segretario stupratore. La condivido pienamente e non vedo come meglio si potrebbe dire. Si parla di rispetto. Di trasparenza. Di rifiuto di ogni doppia morale. Brava Nikka. Vai avanti Ignazio, parole chiare e controcorrente, quando serve. Senza curarti dei richiami da clan.

NIKKA
Io sono assolutamente d'accordo con Marino .. una persona che già in passato era stato coinvolto in reati di violenza sessuale non può essere coordinatore di un circolo .. chi non sa scegliere i propri collaboratori è meglio che stia a casa a guardare la tv.
Un autogol???? Ma che discorso senza senso ....
Allora con questa logica è giusto che la chiesa non allontani e denunci i pedofili che sono al loro interno ... tanto per dirne una ...
Di esempi ce ne sono molti ... ma credo che questo valga per tutti .
E gli struzzi mi piacciono solo nei documentari

sabato 11 luglio 2009

Bel lavoro, Pippo

Scandicci. Festa Democratica. Venerdì sera. Cambia il nome non lo schema, l'organizzazione e la partecipazione. La buona vecchia Festa dell'Unità con tanto di ballo liscio, libreria, ristorante affollato da cui si spande un ottimo odore di cacciucco alla livornese e fritto di calamari. Insomma sapori buoni. In tutti i sensi. Di questi tempi un'isolotto felice. Ed eccomi seduto, ieri sera, come annunciato e promesso, al dibattito. Protagonista indiscusso, invitato d'onore Pippo Civati, senza contraltari. Già capire questo mi ha meravigliato. Il riconfermatissimo sindaco di Scandicci, Simone Sgheri, uno dei pochi che ha vinto senza problemi e senza divisioni, oltre il 60% dei voti, roba da prima della bomba atomica, organizza e partecipa ad un dibattito sul prossimo congresso del PD solo e soltantanto per presentare Pippo e la terza mozione al partito scandiccese.
Per farlo si fa accompagnare da un poco più che ventenne capogruppo comunale e da un ventiseienne assessore provinciale. Sia chiaro: discussione politica poca. Programmi quasi nulla. Il tutto molto ombelicale concentrato sulle regole e sul clima del congresso a venire. Comunque domande a Pippo Civati e commenti partecipati e positivi col Sindaco impegnato a far capire a tutti di non essere preventivamente schierato con questa o quella mozione, anzi. Di voler far sentire la voce del "territorio" in modo autonomo e indipendente. In tempi in cui Bersani organizza incontri segreti negli alberghi toscani con altri sindaci, non è poco. Civati ha parlato, molto e saggiamente. Con pacata tranquillità ma con passione. Di regole, di diritti, di Marino, delle follie dei mesi passati, dei TeoDem, dei Piombini. Dell'occasione che può rappresentare per i Democratici questo congresso. Della necessità di non trasformarlo in una guerra per bande. Insomma ha sparigliato. Si è posto in modo del tutto diverso dal "groupie" di una mozione, pur non evitando di dare le giuste stoccate. Una cinquantina di persone fino a mezzanotte, Applausi. Bel lavoro Pippo.

giovedì 9 luglio 2009

Ascoltami, please!












Ringraziando sentitamente Ester "Hoshimem" Memoli che su FriendFeed ha pubblicato questa perfetta sintesi di quello contro cui dobbiamo combattere tutti i giorni. La cosa bella, poi, è che ci tocca pure difenderci da quello che a "loro" piace pensare che "noi" abbiamo detto e che a forza di difenderci ci viene pure il dubbio di essere stupidi. Mi ci faccio uno stock di magliette, me la metto, e le regalo a chi so io.

Peccati di gola


Visualizzazione ingrandita della mappa
Continuo la mia battaglia per scendere sotto le tre cifre di peso. Con fatica e costanza. Annucio vobis, gaudium magno, che ci sono vicino: 101,9! Che ve ne importa a voi? Nulla lo so, Ma non avete idea della soddisfazione mia e dei miei personali attletismi. Per far questo da qualche mese pratico l'autoriduzione del cibo. Nulla di rivoluzionario. Ho scoperto che nutrirsi meno e stare a dieta costa molto di più che mangiare normalmente e godersela un sacco. Pochissime eccezioni. Ieri sera, a Milano, sono andato a cena con Tom nel ristorante siciliano che sta fra l'ufficio e l'albergo. Ristorante Naxos, via Varè, a due passi dalla stazione Bovisa e dal Politecnico. A vederlo da fuori non gli daresti due lire. Dentro l'impressione è quella di un ambiente pulito ma che dovrebbe essere rinnovato radicalmente. Un gigantesco e munumentale caminetto troneggia nella sala principale. Mai visto acceso. Dubito serva a qualcosa. Invece, fin dall'approccio con gli odori che arrivano dalla cucina, si capisce di essere capitati bene. Appena si ha in mano il menù non si può non avere una reazione stupita: una tipica offerta di cucina siciliana basata sul pesce. Se poi si parte dal polpo, o piovra come dicono i milanesi, e si continua con le sarde al beccafico e con la caponata di melanzane si rischia l'estasi. Il mio approccio ieri sera era dunque leggermente tristotto e conservativo: una cosa è prendersi una fettina ai ferri e una insalata in un posto qualsiasi un'altra è fare la stessa cosa in un ristorante come il mio Naxos. Diciamo che mi sono ben comportato. Almeno per gran parte della cena. Mentre Tom si sparava un fritto di paranza notevole anche solo a vedersi, io mi accontentavo di una bistecca di tonno appena scottata, buonisima per altro.
Ho rinunciato anche al vino. Tom non mi ha tentato e si è fatto una birra. Come sia possibile bersi una Nastro Azzurro con un frittino come quello che vedevo di fronte a me non lo so. Certo meglio che cenare a CocaCola. Comunque io mi sono acontentato di una bottiglia d'acqua, pure naturale. Un comportamento da santificare, il mio. Sono crollato sul finale. Quando pensavo di essere salvo e di aver passato indenne anche questa prova, degna di un S.Giovanni Battista che combatte le tentazioni nel deserto, mi si è presentato il cameriere, che poi è il giovane figlio del proprietario e cuoco del ristorante, proponendo un gelato di pistachio appena fatto da loro. Alla precisazione: " fatto col pistacchio di Bronte" non ho retto. Ho ceduto miserevolmente. Unica considerazione: ne valeva la pena. Se vi capita di essere in zona andateci. Sia a pranzo che a cena. Spesa abbastanza contenuta per il pesce a Milano. Col vino dai 40 ai 50 each one.

domenica 5 luglio 2009

Ossessione e liberazione

Giovedì, improvvisamente e senza alcun segno premonitore, è morto il mio BlackBarry. Non nascondo la disperazione ed il senso di smarrimento. Lo strumentino stava acceso da almeno due anni 24/7. Una condizione di affidamento totale.
Un ovvio cordone ombelicale indispensabile: mail dopo mail, messaggio dopo messaggio. Giorno e notte. Irrinunciabile. del resto anche Obama aveva mosso il mondo pur di mantenere il suo.
L'assistenza BB, prontamente interpellata, mi ha detto che prima di venti giorni sarebbe stato impossibile anche solo immaginare di riavere l'oggettino in funzione. Panico totale. Nel frattempo passava il tempo ed io non avevo nemmeno un telefono qualsiasi, altro che push mail! Mi sono ricordato che avevo comprato, più di un anno fa, da Fnac a Milano un Motorola Motophone F3. Tempo di recuperarlo in fondo ad un cassetto e di svenire immediatamente. Mi ricordavo che era all'insegna del "less is more". Minimo minimo nelle dimensioni e nelle funzioni. Niente connessioni. Nessuna funzione aggiuntiva. Display monocromatico. Messaggi? Solo SMS di base non concatenati. Nessuna possibilità di mettere un auricolare. Ricordavo che era costato meno di 50 euro e che era progettato per le funzioni di base, si diceva per i paesi in via di sviluppo, ma accidenti cosa mai me ne potevo fare?
Mi sono detto che era impossibile aspettare e mi sono ripromesso di andare al più presto a comprare un nuovo Berry. Poi è passata una notte. Il giorno dopo partivo per Milano. Gioco forza aspettare. Mi sono detto che per tre giorni non sarei morto. Infatti. Già la mattina dopo emergevano dei pregi. Pregi dello strumento: leggerissimo, sottilissimo. Un apparato radio migliore del previsto. Una batteria infinita. Non riceve le mail. Side effect: la notte si dorme. Niente dirin drin o vibrazione. Ovvio anche il Barry si può spengere. Non conosco nessuno che lo fa. Una ossessione compulsiva. Tossica. Ma perso il BBerry ci si accorge che passa anche lo stress da assedio. Ho iniziato a riconsiderare il problema: che mi perdevo? Alla fine nulla. La capacità di operare in mobilità mi rimane garantita dalla chiavetta usb di Alice. Telefonare telefono. Anche meglio di prima. Gli SMS non concatenati mi obbligano a scrivere con la giusta sintesi. Twitter non fa lo stesso?
Non rinuncerò ad un cellulare adeguato. Solo che da questa vicenda ho imparato una cosa importante. Voglio che sia uno strumento che opera in base ad atti volontari. Personali. In quanto tali misurati con le mie necessità e con i miei tempi. Nulla che irrompa senza riguardo alcuno nella mia vita. Addio push mail. Per sempre.

domenica 28 giugno 2009

Ignazio Marino


Condivido ogni parola. Per il resto chi vuole legga il blog di Arturo e trovi un sistema per far conoscere a tutti l'episodio de "l'autista di Bersani". I comportamenti dicono mille cose più delle parole.

giovedì 25 giugno 2009

L'acqua di S.Giovanni

Uno vive in Toscana da sempre e non conosce le tradizioni più belle e curiose. Fortunatamente c'è chi trova il tempo ed il momento giusto per aiutarmi a colmare le mie ignoranze. Ieri pomeriggio è venuta a trovarmi Roberta. Dopo un po' che chiacchieravamo, poco prima di andarsene ha tirato fuori dalla borsetta un vaso di vetro trasparente pieno di fiori profumati immersi nell'acqua. Petali di rosa, fiori gialli di ginestra, lavanda, piccoli fiori violetti di campo. Non posso negare il mio stupore. Nulla di esoterico: solo una antica e bellissima tradizione toscana che non conoscevo. La racconto come mi è stata spiegata.
La tradizione vuole che nella notte di S.Giovanni si debbano raccogliere fiori e petali profumati. Li si mette in un contenitore di vetro trasparente colmo di acqua. Il vasetto va esposto alla luce della luna per tutta la notte. Dal mattino dopo, per tutto il giorno di S.Giovanni, quell'acqua va utilizzata per lavarsi e sciacquettarsi a piacere. Fa diventare belli e porta fortuna.
Ora che possa funzionare per farmi diventare più bello di come sono non è proprio possibile. Ma contando sul fatto che mi porti fortuna non ho mancato di approfittarne ed ho utilizzato tutta l'acqua che Roberta mi aveva preparato. Mani viso e parti innominabili. Una benedizione totale. Suggerisco che ci proviate anche voi. Certo, dovrete spettare un anno. Un vantaggio che non mi dispiace.

martedì 23 giugno 2009

Di mamma ce n'è una sola

Maria Grazia
Da qualche giorno mi capita di essere bloccato, da una fastidioso incidente di persorso, in un letto. Ovviamente la cosa non mi da alcuna soddisfazione. Il riposo non basta, passate le prime ventiquattro ore, a compensare la costrizione. Ancora più pesante visto che io, senza alcun dubbio, sto proprio bene e mal sopporto l'idea di "prudenza" preventiva che mi tiene fermo. Ma pare ci si debba adattare e mi adatto. Certo è più facile quando ci si trova avvolti, imbozzolati direi, dall'affetto di tutti e dalle concrete attenzioni della mamma.
Maria Grazia, conoscendomi bene, da anni, ha deciso di prendermi per la gola. Oggi si è superata. Timballo di riso basmati con sogliola bagnata nella vinagrette. Melanzane ripiene. Tagliate alte tre dita, scavate per un terzo, riempite di un sughino a base di pomodorini di pachino e porro, coperte da uno strato di pecorino fresco e parmigiano. Messe in forno, sigillate nella carta da forno, per quaranta minuti. Servite ancora calde e morbidissime. Macedonia. Fa bene, contiene vitamine.
Ora: ovvio che non vedo l'ora di sollevarmi dal letto e camminare per le strade del mondo. Ma come farò per disassuefarmi da questo trattamento e ritornare al normale panino meridiano ingozzato in dieci minuti? Occorrerà anche in questo caso agire con prudenza e andare per gradi. Credo che per qualche tempo continuerò a frequentare mamma. Del resto, come dice anche Vincenzo Salemme, di mamma ce n'è una sola.

sabato 20 giugno 2009

Proiezioni, figurati!

Quindi chiudo, alla vigila dei ballottaggi. Vedi due post sotto per riprendere il filo del discorso. Avrei dovuto fare il punto il 7 giugno. Mi è mancato il coraggio. In fondo speravo che l'avvicinarsi al mio obiettivo finale avrebbe portato bene a tutto ciò a cui tengo, sorti della sinistra comprese. Inutile approfondire questa parte di discussione. Sgancio le mie sorti, almeno prima dei ballottaggi, in segno d'augurio. Io mi son fermato a 103.

Good news

Leggo su corriere.it che Steve Jobs, dopo aver subito un trapianto di fegato due mesi fa, sta bene e conta di tornare a lavoro il prossimo mese. Ecco svelato nel dettaglio il segreto della malattia del fondatore della Apple. Tim Cook, che ha diretto la casa di Cupertino in questi mesi, riconsegna una Apple che non ha perso un colpo. Trovo il tutto molto bello. Non è solo marketing e design, quindi. Buone notizie che fanno bene.

martedì 9 giugno 2009

Fratacchioni e ospedali

Negli ospedali il tempo non si misura ad ore. Viene scandito da eventi preordinati. Come nei carceri e nelle caserme. Lo sanno tutti. Quello che mi è sembrato assolutamente incredibile è come, ancora oggi, uno degli eventi essenziali del pomeriggio, periodo altrimenti quasi per tutti gli ospiti, vuoto di impegni in attesa della cena, l'evento sia il passaggio della religione. A metà pomeriggio si presenta, passando ogni filtro ed ogni disposizione sanitaria, il fratacchione di turno.
Il carico batterico che lo circonda è visibile ad occhio nudo. L'occhio è tenue. Non è del tipo aggressivo. Sa perfettamente chi sono i nuovi. Sembra sappia anche chi è religioso e chi no. Non può non venire in mente il dubbio che ti ha assalito quando l'infermiera, insieme ai dati anagrafici ed all'anamnesi ti ha chiesto "religione?" e alla faccia che ha fatto quando hai risposto "agnostico razionalista". Solo guardando bene ti accorgi che il fratacchione è semplicemente a caccia. Approfitta delle paure, ovvie, in un reparto d'ospedale, dei soggiornanti. Non attacca direttamente. Gira intorno. Conta sul tempo e sulle paure che sono destinate ad aumentare. Insomma aspetta che la morte, o anche qualche evento meno drammatico ma ugualmente fastidioso, si palesi vicina. Quando glielo dici, quando gli dici che in natura questi metodi sono usati solo dai predatori meno simpatici si alza e va via. Riempire il tempo di chiacchiere sulla religione è sempre stato uno dei passatempo più divertenti , fin dagli anni in cui facevo il chierichetto a Udine. Oggi pomeriggio mi sono preso un'oretta di entusiasmante "ripasso".

sabato 23 maggio 2009

Numeri, proiezioni e obiettivi

10/05: 114.5, =; 11/05: 113.9, -; 12/05: 112.1, -; 13/05: 112.6, +; 15/05: 111.6, -; 16/05: 111.3, -; 17/05: 110.9, -; 18/05: 109.9, =; 19/05: 109.6, -; 20/05: 109.5, -; 21/05: 109.3, -; 22/05: 110.3, +; 23/05: 108.3, -.

Start: 114.5
media: -447
Proiezione al 7 Giugno 2009: 101.2.

Un ultimo sforzo. La costanza è una dote rivoluzionaria. So che non è facile. Del resto Franceschini spera ancora, posso sperare anche io. Piano d'azione: occorre alzare la media giornaliera per raggiunge il risultato e scendere sotto i 100. Se ci riesco mi confermo segretario e punto ai 90.

giovedì 21 maggio 2009

Piccolo Trianon

Ieri ero di visite di controllo. Careggi, a Firenze, è un po come tutte le zone ospedaliere del mondo: triste e puzzolente. Magari in verità non è poi ne così triste e nemmeno così maleodorante. Ma a me gli ospedali fanno un effetto depressivo e Careggi non fa eccezione. Era già l'una passata quando mi hanno comunicato che non avrebbero fatto a tempo a concludere in mattinata e che avrei dovuto tornare nel primo pomeriggio. Ora: vivo in campagna a venti chilometri dalla città e non potevo certo fare avanti e indietro. La mia mamma, che sta poi non molto distante, non rispondeva al telefono. Io ero affamatissimo, visto che per gli esami che dovevo fare la mattina mi volevano assolutamente digiuno. Come tutti ben sanno a me e depressione non stanno bene insieme. Mi sono ricordato di una piccolissima trattoria che frequentavamo solo dalla primavera inoltrata all'autunno perchè era affrontabile solo quando erano disponibili i tavolini all'aperto. Dentro era, ed è anche se ora ristrutturata fa ben altro effetto rispetto a vent'anni fa, angusta, piccolissima. In fondo null'altro che alcune stanze di un piano terra di una casa di campagna. Ma il giardino, circondato da un muro e ombreggiato da secolari tigli, era ed è bellissimo, pieno di fascino, capace di rilassare chiunque, di riconciliare fidanzamenti e matrimoni, di far dimenticare qualsiasi bruttezza che avvenisse nel mondo oltre quel muro di cinta.
Ora il Piccolo Trianon, questo il nome proprio del luogo, si trova per l'appunto, subito sopra Careggi. Immerso in una campagna collinare che, seppure in poche centinaia di metri piombi in città, ti fa sentire lontano da tutto e da tutti.
Ci sono tornato e non avrei potuto fare di meglio. La signora, proprietaria e cameriera, èra sempre la stessa che ricordavo. Insieme a lei la figlia poco più che ventenne. Presenze che sapevano di garanzia assoluta sulla continuità gastronomica del luogo. Perchè va detto che oltre che essere in un posto magnifico il Piccolo Trianon, che per il resto fa una tradizionale se pur ottima cucina toscana, va famoso, giustamente famoso, per un eccezionale fritto misto. Pollo, coniglio, cervello e verdurine di stagione. Il tutto fritto in una rete di pastella assolutamente incredibile. Insieme croccante e morbida. Meravigliosa. Ineguagliabile. Sublime. E non esagero. Per una volta ho abbandonato la dieta che sto rigorosamente facendo da oltre un mese. Il pomeriggio, quando sono tornato a Careggi per concludere le visite e gli esami, ero assolutamente e del tutto rasserenato. Avrei potuto affrontare qualsiasi notizia. Ho attribuito la positività di quelle avute allo scaramantico ritorno al Piccolo Trianon. Consiglio ogni visitatore di Firenze di fare, rigorosamete a pranzo, col sole, questa esperienza. Vale la pena come una visita culturale dal sapore di un novecentesco viaggiatore mitteleuropeo. Il costo del taxi potrà ben essere compensato dal conto che non per me non ha superato i trentacinque euro. Al tassista dovete dire che Il Piccolo Trianon si trova a Cercina, sopra Careggi, in via Dante da Castiglione 20.

lunedì 18 maggio 2009

Outing

Anche io farò outing. Me ne ha dato l'ispirazione Arturo ed il suo blog. Solo che io, al contrario, non voterò solo per il PD. Non questa volta. Non più. E' tempo che un bell'acquazzone pulisca l'aria e ci dia la possibilità di ricominciare veramente. Ci tolga remore e timori. Da parte mia non morirò democristiano e neppure cattolico popolare. Non ho niente a che fare con la Binetti e con Fioroni. Nulla in più di quello che mi lega o meglio mi divide dai Capezzone e dai Sacconi. Certo che non mi fanno sentire meglio i duri e puri della rivoluzione. I Ferrero, i Diliberto. I Renzi poi mi fanno pure un poco schifo. Preferisco allora restare laico, liberal-socialista e libertario. Disperderò il voto come se fosse seme. Che è pratica, spesso, quella del disperder il seme, onorevole, logica e di grande intelligenza. Fa meno danni che depositarlo dove possa generare mostri. Anche a dirlo mi fa star bene. Un poco qui un poco lì. Senza paura. Senza cedere a falsi ricatti morali. Un abbraccio a voi tutti.

mercoledì 13 maggio 2009

Ottimismo

Letto per caso, non ricordo dove, certamente di Albert Einstein.
"Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie."

lunedì 11 maggio 2009

Social Lobbies

In tempi di Facebook, di Linked.In e di Quelchevipare.In è ovvio che molti se ne approfittino per lanciarsi la volata. Gruppi di fans e richiami alle cause più disparate appaiono e scompaiono quotidianamente sui social network che frequento. Non mi sconvolge per nulla neppure la tendenza recente a usare questi strumenti come luoghi di pressione e di formazione di lobbies. Partiamo pure dal principio generale che tutto possa essere legittimamente concesso nella promozione di se stessi e delle proprie opinioni. O meglio che è legittimo se esplicitamente dichiarato e trasparente nelle intenzioni mentre diventa truffaldino e fuorviante se non lo si dichiara o se, peggio, non ci si comporta con lealtà e trasparenza. Ed ecco che non posso non aver ribrezzo constatando che in tempo di elezioni insieme alle veline appaiono bloggers e nuovi capi manipolo che si sono conquistati una qualche notorietà organizzando una "social lobby" personale e che si "candidano" annunciandolo al mondo. Come ovvio e come nella migliore delle tradizioni clientelari mai che si dimettano o si sospendano dalle cariche "social" o che chiedano un parere. Tranquilli. Vorrà dire che mi dimetto io.

venerdì 1 maggio 2009

Primo Maggio

In riva all'Arno. Di scorta al figlio impegnato a pestare sui remi per almeno tre ore. Poi compleanno e pranzo organizzato dalla mamma che mette a tavola almeno quattro generazioni. Immerso nella melassa confortevole e confortante del minimo privato. Pensando più alla pasta al forno che alla festa dei lavoratori. In un periodo in cui anche il Renzi candida la sua velina e il Franceschini approva nessun senso di colpa mi può assalire.

lunedì 20 aprile 2009

Ganesha

Più carino ed affidabile di Dumbo! Una versione esotica di San Gennaro.

Una leggenda ci narra perchè Ganesha è invocato prima di tutte le altre divinità o di ogni evento importante. Tanto Ganesha quanto suo fratello Kartikeya volevano sposare la stessa donna (Buddhi, la saggezza) così ella stabilì che sarebbe andata in moglie a chi prima avesse fatto il giro del mondo: Kartikeya partì subito di buona lena mentre Ganesha si limitò a girare intorno a Shiva e Parvati (suoi genitori), sostenendo che essi costituissero il mondo intero. Shiva approvò soddisfatto e gli concesse la sua benedizione affermando che da allora in avanti chiunque, prima di intraprendere un'impresa importante, avrebbe fatto meglio a pregare Ganesha. Per questa ragione è chiamato anche Vighneshwara, colui che rimuove gli ostacoli.

sabato 18 aprile 2009

Secco

Secco come limone spremuto. Null'altro da dire. A risentirci in momenti migliori.